Organizza un evento

Prenota lo spazio più esclusivo di Torino.

Piano35

Eventi e notizie

Credits Immagini: Alessandra Tinozzi, Andrea Cappello, Enrico Cano e Davide Barasa. Privacy Press
Intesa Sanpaolo Highline S.r.l. Corso Inghilterra 3 10138 Torino - Iscrizione Registro delle Imprese di Torino 11412220011 CF/P.IVA 11412220011 capitale sociale interamente versato 500.000,00 euro, REA 1211290, socio unico Intesa Sanpaolo Spa

La storia passa da Torino 2018

Giovedì, 8, 15 e 22 novembre 2018

Il programma di attività culturali realizzato da Intesa Sanpaolo al grattacielo di Torino riprende con tre conferenze dello storico Alessandro Barbero. 

Il progetto La storia passa da Torino, curato da Giulia Cogoli Comunicazione, dedica tre appuntamenti all’unificazione d’Italia, in particolare a tre momenti cruciali della nostra storia: il Regno Sabaudo e l’Austria, il ruolo di Cavour e Vittorio Emanuele II e l’esercito sabaudo e la nuova Italia.

 

giovedì 8 novembre – 18.00

1848: il Regno Sabaudo da solo contro l’Austria

Una volta quando capitava qualche sconvolgimento clamoroso si diceva “è successo un Quarantotto”. E davvero nel 1848 parve che l’Europa, uscita dalla Restaurazione, stesse sprofondando nella rivoluzione. In tutta Italia, a Torino come a Roma e a Napoli, i sovrani concessero la costituzione, e le capitali del Lombardo-Veneto austriaco, Milano e Venezia, insorsero contro il dominio straniero. Alla guerra che seguì doveva prendere parte all’inizio tutta Italia, ma di fatto il Piemonte di Carlo Alberto fu lasciato pressoché solo a combatterla. Il suo esercito era più debole di quello austriaco e mancavano i grandi generali mentre dall’altra parte ce n’era uno: Radetzky. Eppure il risultato non era scontato.

 

giovedì 15 novembre – 18.00

1859: Cavour e Vittorio Emanuele II unificano l’Italia

La Seconda Guerra d’Indipendenza fu la replica della prima a undici anni di distanza, sullo stesso, identico teatro, ma con tutti i fattori cambiati. Grazie alla trama tessuta da Cavour, i piemontesi avevano al loro fianco l’esercito francese, considerato il migliore del mondo, e sicuramente il più entusiasta. Vittorio Emanuele II non era un generale più abile di suo padre Carlo Alberto, anche se credeva di esserlo. Ma Napoleone III si presentava come l’erede del suo grande omonimo, e il mondo ci credette davvero. Dall’altra parte non c’era più il vecchio Radetzky, ma un giovane imperatore alle prime armi, Francesco Giuseppe, che non aveva intenzione di rinunciare tanto facilmente ai possedimenti italiani ereditati dagli avi.

 

giovedì 22 novembre  – 18.00

1866: l’esercito sabaudo fra vecchio Piemonte e nuova Italia

Nel 1866 l’Italia, unita da cinque anni, attaccò per la terza volta il secolare nemico, l’Austria, per completare il balzo verso oriente interrotto sette anni prima dall’armistizio di Villafranca. Stavolta la Lombardia fu la base di partenza dell’invasione e il nemico venne costretto fin dall’inizio nelle fortezze del Quadrilatero. Gli italiani avevano la superiorità numerica nonché generali sicuri della vittoria. Ma in guerra ci sono tanti fattori che possono cambiare anche un esito apparentemente già scritto: un piano strategico troppo ambizioso, le rivalità fra generali che si comportano come prime donne, i difetti atavici di un paese dove è considerato saggio non assumersi responsabilità.

 

La partecipazione agli incontri è gratuita con prenotazione obbligatoria sul sito, sino a esaurimento dei posti disponibili. Le prenotazioni sono disponibili in base alla seguente programmazione:

  • primo incontro da venerdì 2 novembre
  • secondo incontro da venerdì 9 novembre
  • terzo incontro da venerdì 16 novembre